La storia del Rifugio Lagazuoi
                   
           
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Un rifugio, tre generazioni

Pionieri

Prima del 1963 sulla cima del Lagazuoi non esistevano che i resti di una terribile Guerra Mondiale e un punto trigonometrico dove ora sorge il rifugio.

A seguito di diverse salite estive ed invernali nostro padre e un gruppo di amici particolarmente lungimiranti decisero di investire nella costruzione di una nuova funivia che avrebbe dovuto portare gli sciatori sulle piste più lunghe di quegli anni. Gli studi sui passaggi estivi sulla strada delle Dolomiti sul Passo Falzarego contribuirono a sostenere la fattibilità del progetto.

Una pazza idea

Nostro padre Ugo, allora direttore di una macelleria, e  Alda, dedita alla sua giovane famiglia decisero di abbandonare la tranquilla vita di paese per costruire tra la primavera del 1964 e il settembre 1965 un rifugio sulla cima del Lagazuoi, a 2752m.

Cosa può averli spinti ad un passo così importante? Spesso mi hanno posto questa domanda durante i miei 40 anni di gestione.

Una scelta di vita

Mio fratello Paolo ed io, come sicuramente i nostri figli, siamo cresciuti tra odio e amore per questa scelta così importante per le nostre vite. Il trascorrere degli anni poi ci ha insegnato come questo nido magico nel mezzo delle Dolomiti abbia stregato un alpinista come Ugo.

Il suo glorioso passato come "Scoiattolo" e Guida Alpina, l'attività nel Soccorso Alpino e l'amore per le montagne hanno giocato un ruolo fondamentale nella scelta di intraprendere questa avventura rischiosa, di grande sacrificio umano ed economico.

Alda ha seguito il marito con amore e grande senso del dovere, portando con sé la conoscenza della cucina locale e il senso dell'ospitalità rivelatesi la base del successo nella gestione di un rifugio.

Tradizione di famiglia

Sono cambiate molte cose in 50 anni di cura e modernizzazione, ma lo spirito è rimasto quello dei nostri genitori. L'amore per queste incredibili montagne, Patrimonio Mondiale Unesco, ci spinge ancora oggi a migliorare per riuscire a trasmettere ai nostri figli il valore  di vivere a contatto con la natura e di incontrare  persone provenienti da ogni parte del mondo.

Alla nuova generazione un incitamento a continuare su questa strada e a tutti coloro che ci hanno aiutato nel nostro lavoro un grazie di cuore.

Guido